Alcol e Prevenzione

Roberta Agabio e Paolo Contu

Il mondo delle droghe sta cambiando. La droga “cannibale” (catinoni sintetici), la droga “zombie” (Krokodil), la droga “della pazzia” (Ya ba), la droga “della crisi” (Sisa), sono solo alcune delle nuove droghe che stanno facendo il loro ingresso nel mondo degli stupefacenti. Se da una parte negli ultimi anni la prevalenza di cocaina, eroina e anfetamine a livello mondiale è in leggero calo, dall’altra si sta assistendo ad una diffusione “epidemica” di nuove e più potenti sostanze psicoattive, con struttura chimica tra le più disparate, sintetizzate a casa o in laboratori clandestini, immesse sul mercato, soprattutto online, e reclamizzate come innocue e in grado di indurre effetti estremamente piacevoli. Gli effetti sono spesso intensissimi, non sempre piacevoli, in alcuni casi devastanti. Grazie ai recenti sviluppi nella sintesi a basso costo di prodotti chimici organici, allo scambio di informazioni attraverso social network e forum dedicati (drugs forum) e alle opportunità di marketing attraverso la rete, oggi cannabinoidi e catinoni sintetici, fenetilamine, piperazine, sostanze ketamino- e PCP-simili, triptamine, fentanili, nuovi oppioidi, analoghi azepanici, droghe da stupro (date-rape drugs) sono disponibili su numerosi siti online; queste e molte altre sostanze, non sempre regolamentate, sono quindi legali e facilmente acquistabili anche da minorenni. Meglio note come NPS (Novel Psychoactive Substances), esse rappresentano un problema emergente a livello internazionale, un fenomeno in costante evoluzione in cui nuove molecole vengono continuamente inserite nel mercato non solo per soddisfare nuove richieste da parte dei consumatori ma soprattutto per eludere i controlli che cominciano ad essere istituiti nei vari Paesi attraverso l’aggiornamento della normativa in materia. Mancando standard analitici di riferimento (inesistenti o non facilmente reperibili), le intossicazioni causate dalle NPS risultano estremamente difficili da riconoscere, e ancora di più da trattare. Insieme all’International Narcotics Control Board, che dedica grande attenzione a questa nuova minaccia per la salute pubblica, il Sistema Nazionale di Allerta Precoce per le droghe dal 2009 esegue un monitoraggio costante della comparsa di NPS in Europa grazie alle segnalazioni provenienti dai suoi centri collaborativi (centri antiveleno, laboratori, tossicologie forensi, Forze dell’Ordine, pronto soccorso), rilevando ad oggi circa 280 nuove sostanze circolanti. Di queste, sono numerose le sostanze che inducono seri disturbi psichiatrici ma anche danni cardiaci, renali e respiratori, spesso e volentieri aggravati dal contemporaneo uso di alcol e altre droghe. Questo numero di Medicina delle Dipendenze nasce dall’esigenza di informare un più ampio pubblico sul pericolo rappresentato da queste sostanze, far conoscere le NPS agli operatori del settore (personale di laboratorio, personale delle unità di emergenza/ urgenza, operatori sanitari, ricercatori, ecc.) al fine di agevolare l’analisi di campioni sconosciuti e divulgare i dati scientifici che cominciano ad emergere da studi clinici e preclinici sui loro effetti tossici e farmacologici. Dopo una prima illustrazione delle principali problematiche cliniche e farmacologiche delle NPS e del loro utilizzatore-tipo (lo “psiconauta”), epidemiologi, clinici, farmacologi, tossicologi, psichiatri e ricercatori esperti nel settore passano in rassegna il kratom, i cannabinoidi sintetici (spice drugs), le sostanze dissociative, i nuovi oppioidi sintetici e le fenetilamine allucinogene, i rischi di suicidio e morte accidentale tra gli utilizzatori di NPS, i possibili approcci terapeutici per trattare le psicosi indotte da NPS, gli aspetti comportamentali, neurobiologici e farmacologici dell’ipersessualità indotta da NPS e, infine, la valutazione e la gestione dei rischi associati alla diffusione e al consumo delle NPS. Gli articoli raccolti in questo fascicolo rappresentano solo una piccola parte del complesso fenomeno delle NPS e delle sue implicazioni politiche, economiche e sociosanitarie. Ci è sembrato però non solo opportuno ma anche doveroso richiamare l’attenzione su questo mondo sommerso, che sempre più assume i contorni della punta di un iceberg, e che non a caso trova la sua massima espressione nel “deep web” – quella parte del web che si trova in Internet ma non viene indicizzata dai motori di ricerca.
Roberta AgabioRoberta Agabio