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Curare le dipendenze. L'integrazione interdisciplinare e dei piani di lavoro


Università della Strada Gruppo Abele, Torino

Articolo di 6 pagine in formato digitale pdf

La cura della dipendenza patologica poggia su cinque premesse: 1. Il craving è l’imbuto in cui confluisce la sindrome della dipendenza. 2. Il fenomeno della ricaduta costituisce l’indicatore più importante della potenza del craving e della dipendenza patologica. 3. La dipendenza patologica è a sua volta anche l’esito di un malessere psichico che la alimenta, con cui si intreccia e interagisce. 4. L’evidenza clinica suggerisce la necessità di intervenire sia sul piano del comportamento manifesto sia, in stretta sequenza, sul piano di ciò che è inizialmente più nascosto dal “rumore” della dipendenza conclamata. 5. La domanda del paziente disvela solo una parte della problematica successivamente rivelata dalla presa in carico, che rimanda alla necessaria globalità del trattamento. Già nel trattare la richiesta di disassuefazione o di supporto col farmaco sostitutivo, si impone, all’équipe dei terapeuti, l’esplorazione di terreni che debordano ampiamente dal perimetro dell’assunzione delle sostanze psicoattive, dei condizionamenti comportamentali indotti e dello stile di vita correlato. È di altrettanta rilevanza la conoscenza della strutturazione del mondo emotivo del paziente, della sua vita relazionale, dei significati attribuiti alle sue azioni, dei codici etici a cui risponde, del posto che egli si assegna nel mondo. Sono tutti aspetti, trasversali a qualsiasi diagnosi nosografica, che interfacciano con l’addiction e che, al contempo, la connotano e ne subiscono la forza gravitazionale.