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Tossicodipendenze: quale salute per quale malattia?


Dipartimento Patologia delle Dipendenze, ASL TO 3 Regione Piemonte

Articolo di 5 pagine in formato digitale pdf

L’articolo 32 della Costituzione Italiana recita così: “La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti. Nessuno può essere obbligato ad un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge”, e, infine: “La legge non può in ogni caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana”. Sembra ci sia tutto. Ci sono i fondamentali principi etici prima facie; il beneficio, il non maleficio, l’autonomia, la giustizia. Esistono però alcuni importanti problemi interpretativi, perché bisogna stabilire come si traducono nel concreto questi “oggetti” sui quali recita il dettato costituzionale. Che cos’è la salute per il tossicodipendente? Egli è un malato strano perché sta bene (mi riferisco al benessere fondato sulla soggettività percettiva) quando la malattia è florida e sta male quando la malattia si spegne (o viene spenta...). Fondamentale a questo proposito è stato, molti anni fa, il lavoro di Claude Olievenstein (1984) nella descrizione accurata della sofferenza del soggetto disintossicato. Va in verità così anche all’iperteso, ma in questo caso non c’è nessuno che affermi quanto sia disdicevole sul piano morale/estetico/giudiziario andare in giro con la pressione a 250 mmHg; nessuno penserebbe mai di dire qualcosa come “...questi ipertesi, non si vogliono proprio curare...” come non c’è nessuno che additi ai propri figli un diabetico in pasticceria. Salute e benessere sono sinonimi, sono la stessa cosa? Può essere che talvolta entrino in rotta di collisione? Cos’è la tutela dei diritti e come la si mette in pratica?