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Disegno e razionale di uno studio multicentrico osservazionale retrospettivo sul COVID-19 in soggetti in trattamento con disulfiram


Dipartimento di Neuroscienze, Biomedicina e Scienze Motorie Università di Verona

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Dipartimento di Salute Mentale SerT di Lentini Azienda Sanitaria Provinciale di Siracusa

Dipartimento di Neuroscienze, Biomedicina e Scienze Motorie Università di Verona

Dipartimento di Medicina Unità Operativa di Medicina delle Dipendenze Università di Verona

Articolo di 4 pagine in formato digitale pdf
Il 9 marzo 2020 veniva decretato in Italia il primo lockdown nazionale dovuto alla pandemia di COVID-19, in fase di crescita esponenziale soprattutto nel Nord del Paese. Nei giorni immediatamente successivi, documentandoci sulla poca Letteratura scientifica allora disponibile, apprendevamo che disulfiram, farmaco indicato nel disturbo da uso di alcol e di frequente uso negli ambulatori di medicina delle dipendenze, era in grado di inibire, in vitro, l’infezione da parte di due coronavirus responsabili di epidemie precedenti, e cioè gli agenti patogeni della SARS e della MERS e che si ipotizzava, ancora senza alcuna prova clinica, che esso potesse essere attivo anche nei confronti del nuovo virus, allora provvisoriamente noto come 2019-nCoV, e poi ribattezzato SARS-CoV-2. Riportiamo qui le anticipazioni di uno studio osservazionale retrospettivo multicentrico, su pazienti maggiorenni, seguiti per disturbo da uso di alcol da servizi ambulatoriali o residenziali, pubblici o del privato sociale accreditato, del Nord Italia (Piemonte, Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna), area più interessata dalla prima ondata di circolazione del virus SARS-CoV-2.