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Abuso di sostanze e differenze di genere nella storia


Dipartimento di Fisiologia e Farmacologia Sapienza Università di Roma Centro Antidroga e Farmacologia Clinica Policlinico Umberto I

Articolo di 7 pagine in formato digitale pdf

Attualmente la dipendenza da sostanze psicotrope colpisce molto più gli uomini che le donne. La possibilità che contingenze storico-culturali abbiano influito sulla vulnerabilità di genere a tali dipendenze è esaminata nel presente articolo. Nella civiltà greco-romana, oltre ad avere un uso terapeutico, il papavero da oppio è associato a divinità femminili della fertilità agraria e vi sono indizi che abbia avuto impieghi rituali in culti misterici. A fronte di ciò non è documentato un suo uso voluttuario da entrambi i generi. Tale uso era riservato invece al vino ed era strettamente maschile, sebbene le donne libere ne avessero accesso. Questa netta divisione tra sposa che difende la sobrietà familiare e donna di facili costumi che condivide il bere maschile permane fino ben dentro all’Ottocento. In quel secolo le donne sono invece vittime di un uso terapeutico incontrollato di oppio e morfina, diventando infatti le principali vittime di dipendenza fino alla stretta legislativa di inizio Novecento. La fine dell’Ottocento vede inoltre il rapido montare dell’uso voluttuario della cocaina, che si esercita in un contesto di forte trasgressività anche sessuale a valenza soprattutto maschile. In conclusione, le attuali differenze di genere nella vulnerabilità alla tossicodipendenza potrebbero essere un riflesso della minore propensione della donna ad essere coinvolta nella subcultura di uso voluttuario della droga.