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Differenze di genere nel disturbo da uso di eroina


Unità di Doppia Diagnosi “Vincent P. Dole” AOU Pisana Ospedali Riuniti di Santa Chiara Dipartimento di Neuroscienze Università di Pisa

Unità di Doppia Diagnosi “Vincent P. Dole” AOU Pisana Ospedali Riuniti di Santa Chiara Dipartimento di Neuroscienze Università di Pisa Associazione per l’Utilizzo delle Conoscenze Neuroscientifiche a fini Sociali AU-CNS, Pietrasanta, LU

Unità di Doppia Diagnosi “Vincent P. Dole” AOU Pisana Ospedali Riuniti di Santa Chiara

Unità di Doppia Diagnosi “Vincent P. Dole” AOU Pisana Ospedali Riuniti di Santa Chiara

Istituto di Scienze del Comportamento “G. De Lisio” Pisa

SerT Pisa

SerT Savona

Dipartimento di Medicina Clinica e Sperimentale, Università di Pisa

Unità di Doppia Diagnosi “Vincent P. Dole” AOU Pisana Ospedali Riuniti di Santa Chiara Dipartimento di Neuroscienze Università di Pisa Associazione per l’Utilizzo delle Conoscenze Neuroscientifiche a fini Sociali AU-CNS, Pietrasanta, LU Istituto di Scienze del Comportamento “G. De Lisio” Pisa

Articolo di 11 pagine in formato digitale pdf

Introduzione: Parimenti ad altre malattie psichiche e somatiche, la tossicodipendenza presenta rilevanti differenze di genere, che tuttavia sono spesso sottostimate nella pratica clinica di tutti i giorni. Scopo: Questa revisione ha lo scopo di passare in rassegna la letteratura corrente sulle differenze di genere nell’ambito del disturbo da uso di eroina, con l’intento di formulare alcune proposte atte a migliorare l’approccio clinico e terapeutico nei confronti di pazienti eroinomani di sesso opposto. Metodo: Abbiamo considerato l’impatto del genere su quattro dimensioni rappresentate da 1) patologie somatiche, 2) sintomatologia psichiatrica, 3) adattamento socio-ambientale, e 4) caratteristiche longitudinali e trasversali della storia tossicomanica. Le differenze di genere osservate nell’ambito dell’eroinopatia sono quindi state confrontate con quelle riscontrate per gli altri disturbi da uso di sostanze. Risultati: Le donne eroinomani presentano, rispetto agli uomini, un esordio più precoce dell’uso di eroina, una progressione più rapida da uso a dipendenza, un ricorso più precoce alle terapie, una storia tossicomanica meno grave, una maggior compromissione sul piano psichico e somatico e livelli più bassi di occupazione e scolarizzazione. Dal canto loro gli uomini presentano una storia tossicomanica più grave, e una maggiore tendenza ai comportamenti illegali, dai quali discende il maggior rischio di andare incontro a pene detentive. Conclusioni: Le differenze di genere riscontrate nell’ambito della popolazione degli eroinomani investono non solo i dati epidemiologici, ma anche le caratteristiche cliniche e di decorso della malattia, e in parte gli outcome di trattamento. Tali differenze, da un lato supportano, per le donne, il maggior ruolo della modalità auto-terapica nelle fasi iniziali di malattia, dall’altro fanno riflettere sulla necessità di potenziare, nella popolazione degli eroinomani di sesso femminile, gli interventi terapeutici e di screening.