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Le comunità terapeutiche: tra presente, passato e bisogno di futuro


Federazione Italiana Comunità Terapeutiche (FICT)

Articolo di 8 pagine in formato pdf
Storicamente i servizi del privato sociale, le cosiddette comunità terapeutiche, hanno rappresentato un pezzo importante del sistema di intervento per la cura e la riabilitazione di persone con dipendenza patologica. Alla fine degli anni Sessanta e per gran parte del decennio successivo hanno di fatto costituito l’unica risposta riabilitativa all’emergenza droga. Nel corso degli anni, con l’istituzione dei servizi pubblici e grazie a una consapevolezza scientifica sempre maggiore, anche le comunità terapeutiche si sono evolute, entrando dalla fine degli anni Novanta, nel sistema di accreditamento. Uno sforzo notevole che ha visto trasformarsi le iniziali esperienze volontaristiche, fortemente legate al carisma dei “padri fondatori”, in veri e propri servizi sociosanitari con professionalità e strutture adeguate ai requisiti richiesti. Oggi però sembra di assistere a un momento di stasi, quasi che l’esperienza delle comunità sia sospesa, nel timore di disperdere i principi originari di un passato ormai lontano ma ancora vivo nelle esperienze delle organizzazioni. Quello delle dipendenze, tuttavia, è un fenomeno in costante e rapida evoluzione, che impone modalità di intervento flessibili e personalizzate. Il presente contributo è teso ad esplorare possibili percorsi, senza la pretesa di fornire risposte o ricette risolutive.