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Legalizzazione della cannabis in una prospettiva di sanità pubblica


Dipartimento di Epidemiologia del Servizio Sanitario Regionale del Lazio

Dipartimento di Epidemiologia del Servizio Sanitario Regionale del Lazio

Articolo di 7 pagine in formato digitale pdf

La cannabis è la sostanza illecita più utilizzata al mondo, con una prevalenza annuale stimata nel 2010 pari al 2,6-5% nella popolazione adulta. La prevalenza più alta è stata riportata in Australia e Nuova Zelanda, seguite da Nord America ed Europa centro-occidentale. La legislazione che regola il possesso, l’utilizzo e la coltivazione della cannabis varia a seconda delle diverse aree del mondo. Le sue proprietà terapeutiche sono note da millenni e attualmente viene utilizzata per il trattamento della nausea e del vomito nei pazienti in chemioterapia, per l’anoressia e la perdita di peso nei malati di AIDS e per il dolore e la spasticità muscolare nei pazienti con sclerosi multipla, sebbene la sua prescrizione medica sia consentita soltanto in alcuni paesi. La recente legalizzazione della cannabis in Uruguay e negli Stati americani del Colorado e Washington ha riacceso nuovamente il dibattito sul rapporto tra le evidenze scientifiche e le politiche nei confronti delle droghe. Alla base del dibattito sussiste l’ipotesi che la decisione di sanità pubblica intrapresa in merito possa avere un impatto positivo sugli effetti sulla salute, individuale e di comunità, causati dalla droga stessa. In molte circostanze l’attuazione di normative molto severe in materia di consumo di droga, tuttavia, non ha portato ad alcun miglioramento in termini di sanità pubblica, probabilmente perché sono state trascurate le evidenze sull’utilità e sull’efficacia della riduzione del danno. Una efficace strategia operativa che miri alla riduzione del danno dell’uso di questa sostanza, come di altre, deve tener conto di come molti consumatori non siano in grado o non intendano smettere di usare le sostanze, e mettere quindi in atto una serie di interventi focalizzati principalmente sui rischi correlati al consumo, con l’obiettivo di ridurli. Soltanto una migliore comprensione degli effetti della cannabis sia a livello individuale che sulla popolazione generale consentirà a ciascun Paese di arrivare ad una scelta legislativa che sia la più appropriata possibile.