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La dipendenza e il sé


Johns Hopkins University

Articolo di 15 pagine in formato digitale pdf
La dipendenza viene solitamente definita come una malattia neurobiologica caratterizzata dalla compulsione. In antitesi con questa definizione, in questo articolo si sostiene che molti casi di dipendenza non possono essere spiegati senza riconoscere il valore delle droghe per chi ne è dipendente. Viene esplorata nel dettaglio una fonte di valore non sufficientemente riconosciuta, vale a dire, il senso di sé e l’identità di tossicodipendente. Per le persone che mancano di un autentico senso di sé e di identità sociale alternativi rispetto alla dipendenza l’abbandono di tale condizione rappresenta una minaccia esistenziale. Dal momento che l’identificazione come tossicodipendenti comporta l’aspettativa di un uso continuo nonostante le conseguenze negative che questo comporta, vi è una spiegazione chiara del perché le persone che si identificano come tossicodipendenti continuino a fare uso di sostanze nonostante le conseguenze negative: essi si identificano come tossicodipendenti e questo è ciò che ci si aspetta dai tossicodipendenti. Infine, si considera come sia comunque possibile superare la dipendenza nonostante questa identità, immaginandone e mettendone in pratica una nuova. È importante sottolineare che questa possibilità richiede la disponibilità di supporto sociale e materiale, risorse che troppo spesso sono assenti nella vita di coloro che lottano contro la dipendenza.