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Deficit cognitivo nei disturbi da uso di sostanze


Università Roma Tre

Division of Therapeutics and Medical Consequences (DTMC) National Institute on Drug Abuse (National Institutes of Health) Rockville MD, USA

Center for Studies of Addiction Department of Psychiatry University of Pennsylvania Perelman School of Medicine Philadelphia PA, USA

Articolo di 11 pagine in formato digitale pdf
Il deficit cognitivo nei disturbi da uso di sostanze è stato ampiamente indagato, specialmente negli ultimi vent’anni, grazie all’avvento delle neuroscienze cognitive e computazionali e dei metodi di neuroimaging. In via teorica, la compromissione delle funzioni cognitive può essere vista come la caratteristica distintiva dei disturbi da uso di sostanze, con alterazioni documentate nei conosciuti domini “esecutivi”, quali attenzione, inibizione/regolazione, memoria di lavoro e decision-making. Una cattiva regolazione cognitiva (“top-down”) dei processi motivazionali “downstream” – sia appetitivi (ricompensa, salienza dell’incentivo) che avversivi (stress, sentimento negativo) – è considerata un deficit sostanziale nella dipendenza, così come un potenziale bersaglio su cui intervenire. Il deficit cognitivo richiede un approccio transdiagnostico; di conseguenza, progressi nella definizione e nel trattamento delle disfunzioni cognitive nei disturbi da uso di sostanze potrebbero portare benefici in molti disturbi psichiatrici. In linea con questo obiettivo generale, sono state riassunte le recenti scoperte nei domini cognitivi dei disturbi da uso di sostanze citati precedentemente, suggerendo al tempo stesso un potenzialmente utile ampliamento di processi che precedano (precognizione) e sostituiscano (cognizione sociale) la cognizione così come viene abitualmente descritta. Queste due aree aggiuntive hanno goduto di una più scarsa attenzione, ma sono, dal punto di vista fenomenologico e non, elementi importanti dei disturbi da uso di sostanze. L’articolo si conclude suggerendo future ricerche e un potenziale obiettivo terapeutico di entrambe le versioni dei domini cognitivi associati ai disturbi da uso di sostanze: quello classico e la sua versione estesa qui presentata.