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Il cibo tra desiderio e inibizione: processi cognitivi e correlati neurali


SISSA Trieste

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Articolo di 5 pagine in formato digitale pdf

L’obesità è oggigiorno un problema medico e sociale pervasivo nelle società occidentali. Le recenti ricerche di neuroscienze cognitive hanno dimostrato che il cibo è in grado di attivare i circuiti cerebrali associati alla ricompensa e al desiderio, agendo quindi come una ricompensa naturale per il nostro cervello. Inoltre, sono state individuate similitudini tra dipendenza da cibo e dipendenza da altre sostanze d’abuso: in entrambi i casi, il funzionamento del circuito cerebrale della ricompensa risulta alterato. Un’altra capacità che risulta essere alterata nei disturbi alimentari è il controllo inibitorio. Infatti, in un ambiente come quello odierno, ricco di cibi ad alto contenuto calorico, è importante riuscire ad inibire la spinta verso la gratificazione generata dal consumo di questi cibi par­ticolarmente appetitosi. Le persone che presentano buone capacità di autocontrollo mostrano attivazioni cerebrali diverse dalle persone con scarso autocontrollo, e queste differenze si ripercuotono sulle scelte alimentari. La dipendenza da cibo però è da considerarsi un caso speciale nello studio delle dipendenze, in quanto, come la dipendenza da altre sostanze d’abuso, presenta alterazioni dei circuiti cerebrali della ricompensa e dell’inibizione ma, a differenza delle altre sostanze, il cibo rappresenta un elemento necessario alla sopravvivenza.