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Clustering dei comportamenti e stili di vita di un campione di adolescenti toscani


Agenzia Regionale di Sanità della Toscana

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Articolo di 8 pagine in formato digitale pdf
Il consumo di sostanze psicotrope riguarda in particolar modo le fasce giovanili della popolazione e talvolta tendono a configurarsi in veri e propri modelli di comportamento che coinvolgono sia la sfera dei comportamenti a rischio che gli stili di vita. Alcuni di questi modelli possono portare ad un rischio per la salute degli adolescenti e/o ad intraprendere scelte che possono condizionare negativamente il futuro degli stessi. Partendo dalla teoria sviluppata da Jessor & Jessor (1977) per spiegare i modelli problematici di comportamento in età adolescenziale abbiamo effettuato l’analisi dei cluster su un sottocampione di 1413 studenti delle scuole secondarie di secondo grado (14-19 anni) selezionato dallo studio EDIT 2015. Nell’analisi sono state considerate sia variabili di rischio che variabili riconducibili a stili di vita. Lo studio ha individuato tre cluster ben distinti: 1) Gli spericolati; 2) I morigerati; 3) I poliassuntori. I tre gruppi si differenziano per un diverso coinvolgimento nelle variabili introdotte nel modello. In particolare si osserva nel primo gruppo la compresenza di più comportamenti a rischio per la salute, nel secondo non si osservano significativi scostamenti dal campione selezionato eccetto che per una eccedenza di studentesse e di soggetti sottopeso. L’ultimo cluster si differenzia dagli altri due per una netta prevalenza di fumatori di sigarette e poliassunzione di droghe e per una alta concentrazione di soggetti in sovrappeso o obesi. Questi risultati ci permettono di affermare la “teoria del comportamento problematico” di Jessor & Jessor (1977) secondo cui alcuni modelli di comportamento prevedono la compresenza di determinati comportamenti e/o stili di vita che si influenzano generando talvolta cluster a rischio per la salute.