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Che la politica sappia. Per una ragionevole Relazione al Parlamento sulle Tossicodipendenze


Psicologa Responsabile settore Ricerca Forum Droghe

Articolo di 4 pagine in formato digitale pdf
Prima di avventurarsi nella trattazione degli (auspicabili) contenuti della Relazione annuale al Parlamento sulle Tossicodipendenze, è opportuno dare uno sguardo indietro, alla storia e alla genesi della Relazione, nonché all’uso (o cattivo uso) che se n’è fatto. Come si ricorderà la Relazione annuale al Parlamento fu introdotta nel 1990, nella cosiddetta legge Jervolino-Vassalli, e l’articolo che la disciplina è frutto di uno specifico emendamento delle opposizioni durante la discussione parlamentare. Poiché la legge rappresentava un giro di vite nell’inasprimento penale, in più punendo il semplice consumatore, le opposizioni chiedevano uno strumento che permettesse di monitorare gli effetti delle nuove norme e più in generale le politiche antidroga. Ed infatti, l’art.131 del 309/90 richiede al Ministro per la Solidarietà Sociale di presentare, entro il 30 giugno di ogni anno, “una relazione al Parlamento sui dati relativi allo stato delle tossicodipendenze in Italia, sulle strategie e sugli obiettivi raggiunti, sugli indirizzi che saranno seguiti nonché sull’attività relativa alla erogazione dei contributi finalizzati al sostegno delle attività di prevenzione, riabilitazione, reinserimento e recupero dei tossicodipendenti”.