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La sperimentazione animale nelle ricerche sulle sostanze d’abuso


Dipartimento di Scienze Biomediche e Istituto di Neuroscienze del CNR Università di Cagliari

Articolo di 3 pagine in formato digitale pdf
La dipendenza e l’abuso di sostanze hanno un costo per la società in termini di criminalità, perdita di produttività e cure sanitarie che, solo negli Usa, si aggira intorno alla cifra astronomica di 700 miliardi di dollari l’anno. Si calcola che in Italia nel 2012 il costo delle dipendenze da sostanze sia stato di circa 16 miliardi di euro, di cui quasi 9 miliardi per l’acquisto delle sostanze e 4 miliardi in termini di perdita di produttività a causa di malattia, disabilità o morte correlate alla dipendenza da sostanze. Questi disturbi del comportamento sono di regola trattati farmacologicamente e, solo in una ristretta percentuale di casi, con terapie riabilitative di natura sociale e psicologica. All’art. 5, comma 2, lettera e, il D.Lgs. 26/2014 vieta l’uso degli animali per ricerche sulle sostanze d’abuso. Questo divieto non solo è restrittivo rispetto alla Direttiva 2010/63/UE ma è in contrasto con l’art. 5, comma 1, dello stesso D.Lsg. che consente l’uso degli animali per la ricerca di base e per quella applicata alla diagnosi e cura delle malattie. Il D.Lgs. non spiega i motivi di questo divieto.